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A Lanterna

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La Torre della Lanterna di Genova (o semplicemente, A Lanterna) è il faro portuale del capoluogo della Liguria, la città un tempo definita la Superba o Dominante dei mari. Oltre che strumento indispensabile alla navigazione notturna delle navi in entrata ed uscita dal porto, la Lanterna è anche il simbolo principe cittadino, quasi un totem alla genovesità, e come tale fa parte della storia della città. Edificata sulla collina promontorio di San Benigno, a poca distanza da Sampierdarena, è alta settantasei metri. Consiste in una torre su due ordini di sezione quadrata con terrazza alla sommintà di ciascun ordine.
Il luogo in cui sorge - appunto, Promontorio così veniva chiamato poiché - prima che la mano dell'uomo ridisegnasse i contorni della baia genovese - era circondato da tre lati dal mare. Ad ovest, la collina delimitava l'originario porto di Genova, quello che oggi è il porto antico. Con il passare del tempo la collina ha assunto il nome di Capo di Faro o di San Benigno, dal nome dell'omonimo convento che su essa sorgeva. Di fatto, oggi la collina non esiste più (eccetto appunto la piccola propaggine su cui sorge il faro), rasa al suolo
per creare nuovi spazi alla città e ai suoi insediamenti produttivi (tra l'altro, una centrale a carbone dell'ENEL). La prima torre risale all'epoca medioevale (1128) ed era caratterizzata da una struttura architettonica formata da tre tronchi merlati. La strada di collegamento tra Genova ed il ponente, la Via di Francia, costeggiava l'arco portuale ed il Promontorio, probabilmente passando in origine a picco sul mare. Le rappresentazioni grafiche della strada la descrivono invece in una veste più recente, sicuramente non anteriore al XVII secolo, passante all'interno del faro attraverso la cosiddetta "tagliata", una profonda trincea scavata a monte della Lanterna.
A livello urbanistico la Lanterna era in quel periodo quindi relativamente lontana dalla città, e solo nel XVII secolo venne inglobata nella cosiddetta Cerchia Seicentesca, la poderosa cerchia di mura lunga quasi diciannove chilometri attorno alla città, quasi interamente esistente ancora ai nostri giorni.
Sulla sommità venivano accesi steli secchi di erica ("brugo") o di ginestra ("brusca") allo scopo di segnalare le navi in avvicinamento, i cui padroni dovevano pagare una tassa al momento dell'approdo. La torre diventò protagonista della guerra tra Guelfi e Ghibellini, quando venne danneggiata da questi ultimi che tentarono di far scendere i guelfi che vi si erano rifugiati all'interno. Nel 1405 i sacerdoti guardiani della
Lanterna posero sulla cupola un pesce ed una croce di metallo dorato, simbolo di cristianità. Nel Cinquecento la Lanterna  venne pesantemente danneggiata dal fuoco amico dei colpi di bombarda esplosi dagli insorti Genovesi contro i dominatori francesi. Dopo trent'anni, nel 1543, la Lanterna venne ricostruita fino ad assumere l'aspetto attuale.
* Un tempo la Lanterna non era sola, ma aveva una "sorella minore", come in tutti i porti posta all'estremo opposto dell'arco portuale, all'incirca nella zona dove attualmente sorgono i Magazzini del cotone nel Porto Antico.
Una curiosità: sembra che dopo aver completato la lanterna, il suo costruttore cadesse o venisse gettato di sotto dalla sommità della stessa. I più maligni misero in giro la voce che i genovesi lo avevano fatto per non dover pagare il dovuto all'architetto. Mah mi sembra esagerato, però probabilmente in linea con il concetto tutto genovese del risparmio.


bibliografia sito internet di wikipedia. per altre notizie su Genova e la sua storia consultate la pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Genova, non resterete delusi, veramente un ottimo sito!





 
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