U bar da Minga - Travenzoli and friends gruppo folk ligure

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U bar da Minga

Gianfranco Travenzoli > Dialettale 2

U Bar da Minga
(il bar della Minga)



Al bar della minga io piccino mi ricordo ancora pieno di marinai con le tasche vuote, ma lì per vedere ancora lei era sempre in festa e sempre bella da guardare con le calze di lana e la maglietta bella e
ben scollata Una bella ragazza, son tutti innamorati, ti versa  poi da bere sempre pronta a fare l'occhietto ai marinai gira il banco cigolante prontamente e tutta quella roba buona verso di me... mi sento ancora male. Se t'avvicini un poco al suo banco, prima arrivano i seni che ti lasciano sempre rosso e senza fiato. Quando poi la trovi al varco con i finanzieri, tutti la vogliono perquisire, guardarla nuda dalla testa i piedi. Quando andiamo a bere con mio padre, io sempre in braccio a lei in mezzo a quei seni non ne potevo proprio più. Al bar della Minga io piccino mi ricordo ancora che c'era la coda solo per poter rivedere ancora il suo didietro. Fra i tavolini c'erano rose e lillà la sua bocca rossa di rubino ma che bella da baciare, guarda la Minga mentre va a comperare fà girare gli uomini quando incomincia ad ancheggiare Ma il fiorista e anche il macellaio ti fischiano dietro ma le mogli vanno subito a redarguirli, ma il bar del porto non vive senza di te, senza quella voce che scioglie perfino le pietre e sai perchè Al bar della minga io piccino mi ricordo ancora pieno di marinai con le tasche vuote, ma lì per vedere ancora lei era sempre in festa e sempre bella da guardare con le calze di lana e la maglietta bella e ben scollata





 
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